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Danza Del ventre

La danza del ventre da sempre affascina uomini e donne e stimola l’immaginario di poeti, musicisti, pittori e teatranti.
La danza del ventre è una forma d’espressione femminile e come tale non può essere racchiusa in uno stereotipo, ma deve essere libera di rispecchiarsi in mille aspetti, mille sfaccettature, come mille sono le forme (sia fisiche che morali) della donna…e, come nel tempo è progredita la donna, di pari passo si è evoluta anche la danza, con un occhio al passato e alla storia e un occhio alla sperimentazione e al futuro.
Possiamo seguire le tracce della danza del ventre attraverso i secoli nell’arte, nella letteratura e nella mitologia; i prodotti della scultura preistorica e le decorazioni rinvenute nelle caverne fungono da muti testimoni della sua presenza già nei tempi più remoti. Statuette raffiguranti quella che può essere identificata come una danzatrice del ventre sono state ritrovate in nazioni estremamente distanti l’una dall’altra, come, per esempio, la Spagna e l’India. Alcune risalgono a migliaia d’anni prima di Cristo e in esse l’artista ha “fissato” il corpo in una posizione di danza che sembra sottolineare, accentuandola, la curvatura del fianco e il movimento del ventre.
I movimenti che la caratterizzano favoriscono un massaggio alla colonna vertebrale, alle articolazioni, agli organi interni stimolando le ghiandole endocrine e attivando la circolazione generale.
È un’attività completa ed equilibrata, in quanto coinvolge tutta la muscolatura modellando addome, glutei, gambe, spalle e schiena.
Aiuta a individuare e superare blocchi e tensioni, a identificarne la causa psicofisica, a superare le inibizioni e a migliorare il rapporto con se stesse, la propria femminilità e sensualità.
Stimola e favorisce l’apertura dei Chakra permettendo all’energia di fluire agevolmente.
È un percorso di crescita verso l’accettazione del corpo in tutte le sue forme, come strumento di espressione artistica, umana e divina.
È una delle più antiche forme di celebrazione della vita.
In questa danza vi sono movenze lente e sinuose che possono essere circolari od ondulatorie ed altre, invece, caratterizzate da una rapida vibrazione che può diventare in certi casi quasi un languido tremore.
Accanto a queste movenze morbide vi sono anche dei movimenti più forti ed energici, come scatti ed oscillazioni ventrali, che solitamente vengono eseguiti seguendo una musica più ritmata. (movimento tecnicamente chiamato shimmy)
Era la danza di tutte le donne conosciuta in India, in Polinesia, in Occidente ed in altri luoghi, dato che la danza femminile primigenia fu probabilmente simile ovunque, seppur con delle differenze solo esteriori e fin quando rimase una danza sacra e cioè finalizzata a ritrovare l’archetipo della Grande Madre nell’intimità femminile, essa si mantenne presumibilmente sempre uguale a se stessa, dato che proprio quei movimenti e quel modo di danzare potevano permettere di ottenere tale risultato.
La danza del ventre è stata così chiamata per il motivo che è caratterizzata dal movimento del bacino e dalla rotazione dei fianchi. Inizialmente, quando le prime notizie di tale danza giunsero in Occidente (1800 circa) attraverso i resoconti di viaggio di scrittori ed esploratori, essa venne denominata dapprima danza voluttuosa o danza lasciva ed infine danza del ventre (belly dance), appellativo con il quale è chiamata ancora oggi. Nei paesi del Medio Oriente tale danza è sopravvissuta con nomi diversi: in Grecia cifte telli, in Turchia rakkase, in Egitto Raqs Sharki.

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